La partecipazione dei cattolici
e dei cristiani alla Resistenza italiana

di Gaetano Quadrelli, ANPC

La partecipazione dei cattolici e dei cristiani alla Resistenza italiana (1943-1945) comprende sia la lotta armata attraverso le formazioni Fiamme Verdi e il Popolo della Libertà, sia la cosiddetta “Resistenza civile” guidata da sacerdoti, religiosi e organizzazioni come la Fuci e l’Azione Cattolica.

In Piemonte, il contributo d’ispirazione cristiana (cattolica) alla Resistenza è stato un pilastro fondamentale del movimento partigiano. Questa componente, pur condividendo l’obiettivo comune di liberare l’Italia dall’occupazione nazifascista, si è distinta per forme d’azione, strutture organizzative e valori spirituali specifici.

1.   Organizzazione e Formazioni

I partigiani cristiani si ripartivano principalmente in tre aree:

  • Brigate Autonome e “Badogliane”: Non collegate ai partiti di sinistra, queste formazioni raccoglievano molti cattolici, ex militari e patrioti d’orientamento moderato. Un esempio emblematico in Piemonte furono le Formazioni Autonome del Nord guidate dal Maggiore Enrico Martini “Mauri”, attive soprattutto nelle Langhe e nel Monferrato.
  • Brigate del Popolo: Formazioni promosse direttamente dalla Democrazia Cristiana (DC), affiancate al Comitato di Liberazione Nazionale (CLN).
  • Inserimento trasversale: Molti giovani e intellettuali cattolici combatterono anche all’interno delle Brigate Giustizia e Libertà e delle Brigate Garibaldi.

2.   Il Ruolo del Clero e la “Resistenza Civile”

Oltre ai combattenti in montagna, la Resistenza cristiano-cattolica in Piemonte si caratterizzò per una capillare rete di supporto civile e caritativo:

  • Rete dei Parroci e dei Monasteri: Decine di sacerdoti e religiosi coordinarono il soccorso clandestino offrendo rifugio a ebrei perseguitati, prigionieri alleati evasi, disertori e partigiani feriti.
  • Il clero torinese: Monsignor Giuseppe Angrisani (Vescovo di Casale Monferrato) e l’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Maurilio Fossati, svolsero importanti mediazioni civili per risparmiare ritorsioni alle popolazioni ed evitare la distruzione di infrastrutture.
  • Cappellani Militari: Sacerdoti come don Pietro Chiodi e don Franco Peradotto operarono sui campi di battaglia per assicurare assistenza spirituale e umana.

3.   Figure di Spicco e Martiri

Il mondo cattolico piemontese ha pagato un altissimo tributo di sangue durante l’Occupazione:

  • Giorgio Catti: Giovane dell’Azione Cattolica di Torino, caduto a Cumiana nell’autunno del 1944. A lui è intitolato il Centro Studi Giorgio Catti di Torino, principale ente per la memoria della Resistenza di matrice cristiana.
  • Valdo Fusi: Avvocato e scrittore torinese, esponente di punta della Democrazia Cristiana nel CLN regionale piemontese. Arrestato dalla polizia fascista nel marzo 1944 durante una riunione clandestina nel sagrato della chiesa di San Carlo a Torino, fu condannato al carcere nel celebre Processo del Martinetto. Nel dopoguerra raccontò la sua esperienza nel libro Parlo a te, Italia.
  • Silvio Geuna: Giornalista, ufficiale degli Alpini e tra i fondatori della Democrazia Cristiana a Torino. Animatore della stampa clandestina cattolica (come il giornale Il Popolo), fu arrestato insieme a Valdo Fusi e condannato a 24 anni di carcere, scampando alla fucilazione che colpì altri membri del CLN al poligono del Martinetto.
  • Don Giuseppe Biasi e Don Aldo Mei: Esempi di sacerdoti condannati o fucilati per aver prestato aiuto alla popolazione e ai ribelli.
  • Teresio Olivelli: Sebbene di origini lombarde, la sua figura di “Ribelle per amore” e il suo testo Preghiera del ribelle divennero un manifesto etico per tutti i partigiani cattolici del NordOvest.
  • In ambito storico e legato alla Resistenza piemontese, il nome “Pistone” richiama subito Gino Pistoni (1924–1944), una delle figure più emblematiche e commoventi dei partigiani cristiani. Nato a Ivrea nel 1924, fu dirigente dell’Azione Cattolica e segretario diocesano della Gioventù Italiana di Azione Cattolica nel Canavese. Dopo l’8 settembre 1943, animato da una forte fede religiosa e da un profondo senso di giustizia, scelse di non rispondere alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale Italiana e si unì ai partigiani nella zona tra il Canavese e la Valle d’Aosta. La sua storia è ricordata in particolare per le drammatiche circostanze della sua morte. Il sacrificio: Il 25 luglio 1944, durante un’operazione di soccorso ai feriti durante un combattimento a Tour d’Héréraz (in Valle d’Aosta), il ventenne Gino venne ferito a morte da una scheggia di mortaio che gli recise l’arteria femorale. L’ultimo messaggio: Consapevole di stare per morire e privo di carta e penna, scrisse le sue ultime parole col proprio sangue su un sacchetto di tela contenente il pane per i compagni:

“Offro la mia vita per l’Azione Cattolica, per l’Italia. Viva Cristo Re!

  • Enrico Martini (“Mauri”): Ufficiale degli Alpini, fu il leggendario comandante delle Formazioni Autonome Militari (spesso chiamate “badogliane” o “azzurre” per il fazzoletto indossato). Operò principalmente tra Langhe, Monferrato e Alpi Cuneesi. Cattolico praticante e moderato, rifiutò l’impostazione di partito della lotta armata, creando una delle forze partigiane più disciplinate e numerose del Piemonte.

4.   Valori ed Eredità Politica

A differenza delle formazioni d’ispirazione marxista, i partigiani cristiani vedevano la lotta non come rivoluzione di classe, ma come un dovere morale e patriotico fondato sui concetti di dignità umana, libertà di coscienza e difesa delle comunità locali. Da questo nucleo di partigiani e intellettuali cattolici piemontesi nacque la classe dirigente che avrebbe poi contribuito alla scrittura della Costituzione e alla nascita della Repubblica Italiana.

Bibliografia essenziale

Studi generali e sintesi storiche

  • Giorgio Vecchio, I cattolici e la Resistenza, Morcelliana.
    • Una ricostruzione completa del ruolo dei cattolici, dalle scelte individuali delle brigate autonome al contributo della Chiesa istituzionale.
  • Alberto Leoni e Stefano R. Contini, Partigiani cristiani nella Resistenza. La storia ritrovata (1943-1945), Edizioni Ares.
    • Analisi dettagliata delle formazioni autonome d’ispirazione cristiana (come le Fiamme Verdi) e delle loro azioni strategiche.
  • Pietro Scoppola, La proposta democratica. Il CdlN e i cattolici, Il Mulino.
    • Focalizzato sulla dimensione politica e sull’apporto dei cattolici alla costruzione dell’Italia post-fascista e della Costituzione.
  • Giuseppe Lazzati, I cattolici e la ricostruzione, Studium.
    • Riflessioni di una delle figure chiave del cattolicesimo italiano sulla transizione dalla lotta clandestina alla vita democratica.

La “Resistenza senza armi” e i sacerdoti

  • Mimmo Franzinelli, Il clero e la Resistenza, Laterza.
    • Saggio fondamentale sui preti partigiani, sui parroci che aiutarono ebrei e disertori e sui religiosi uccisi dai nazifascisti.
  • Maurizio Gentilini, Teresio Olivelli. La parresia della fede e del coraggio, Ancora.
    • Biografia di Teresio Olivelli, figura simbolo della Resistenza cattolica, autore della celebre Preghiera del ribelle e beatificato nel 2018.

Memorie, diari e documenti originali

  • Teresio Olivelli, La preghiera del ribelle (testo storico del 1944).
  • Enrico Mattei, Scritti sulla Resistenza, Edizioni Studium.

o Raccoglie la visione di Mattei, che fu comandante generale delle formazioni partigiane d’ispirazione cattolica (Raggruppamento Divisionali Patrioti).

  • Il libro principale scritto da Giovanni Bianchi (storico presidente delle ACLI) sul tema dei partigiani e della Resistenza è:
  • Resistenza senza fucile. Vite, storie e luoghi partigiani nella vita quotidiana (Jaca Book, 2017).

Siti web e risorse digitali

  • ANPC – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani o Il portale ufficiale dell’associazione fondata nel dopoguerra da Enrico Mattei e altri leader partigiani cattolici. Raccoglie documenti storici, biografie di partigiani cristiani e approfondimenti scientifici.
  • Istituto Luigi Sturzo o Custodisce archivi storici e documenti di prima mano relativi al movimento cattolico, alla Democrazia Cristiana clandestina e al periodo 1943-1945 o
  • INSMLI / Italia Contemporanea (Rete Parri) o La rete degli istituti per la storia della Resistenza. Cercando nel catalogo sbn/archivio con chiave “cattolici” o “Fiamme Verdi” si accede a migliaia di schede biografiche e saggi consultabili.
  • Biografie Resistenti è un importante progetto storiografico e archivistico promosso dall’ISACEM (Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia Paolo VI). Lansato nel 2020 in occasione del 75° anniversario della Liberazione, il progetto si propone di ricostruire, censire e valorizzare il contributo dei soci dell’Azione Cattolica alla Resistenza e alla lotta antifascista in Italia. Sito web: https://www.isacem.it/it/biografieresistenti
  • Il Centro Studi Giorgio Catti è un’istituzione culturale e archivistica con sede a Torino (presso l’Archivio Storico della Curia Arcivescovile) creata per preservare e valorizzare la memoria del contributo dei cattolici alla Resistenza e alla lotta di Liberazione in Piemonte. Sito web: it
  • Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà

Sito web: https://museodiffusotorino.it/